Egidio Franzot un musicista gradiscano nel 70° anniversario della morte

2 dicembre 2016

“Egidio Franzot, un musicista gradiscano” è il titolo del libro scritto da Gioacchino Grasso e presentato presso la sala del consiglio comunale di Gradisca d’Isonzo da Marco Menato, direttore della Biblioteca Statale Isontina e dallo stesso autore.
Egidio Franzot, nato a Gradisca nel 1876, fu un valente concertista di violino e direttore d’orchestra nonché un apprezzato insegnante di tanti giovani isontini, in particolare di quelli che frequentavano l’istituto magistrale di via Roma, come Pino Odorico e il sagradino Giulio Chialchia. Grasso , con uno studio puntuale e minuzioso di documenti, lettere, articoli di giornali, locandine delle rappresentazioni artistiche ha ricostruito la sua vita, la carriera, i lavori ed i successi, restituendo al maestro Franzot il diritto di essere ricordato come figura di primo piano nel campo della musica.

Il volume, pubblicato a cura dell’Associazione culturale “Gianni Anglisani”, è stato curato da Marino Visintin e stampato dalla Goliardica Editrice di Bagnaria Arsa. 

Durante la presentazione, grazie alla collaborazione degli insegnanti dell’Associazione Musicale e Culturale di Farra Annalisa Clemente (violino) e Dimitri Candoni (pianoforte) sono state eseguite alcune composizioni del Maestro Franzot. L’evento è stato patrocinato dalla locale Amministrazione Comunale e della Cassa Rurale ed Artigiana di Lucinico Farra e Capriva.

 

X° Premio "Gianni Anglisani" 2016, nelle poesie dei ragazzi spariti i sogni.

Gradisca, 29 maggio 2016.
La precarietà della società attuale, la difficoltà a fidarsi del prossimo, i sogni infranti e la paura del futuro. I giovani isontini sembrano avere riscoperto la poesia e dai loro testi traspare uno spaccato di inquietudine che sembra andare addirittura oltre la fisiologica fragilità adolescienziale.

La riflessione scaturisce a conclusione del Premio di poesia Gianni Anglisani, che domenica a Palazzo Torriani ha festeggiato il decennale con il momento delle premiazioni. Il concorso ha visto una partecipazione ancora più numerosa rispetto agli anni passati da parte degli studenti delle scuole superiori della nostra provincia. Infatti sono stati ben 70 i giovani tra i 16 e i 18 anni che hanno inviato propri elaborati accettando l'invito dell'Associazione Culturale Gradiscana "a improvvisarsi poeti".

 

"La panchina rossa" cerimonia per Gianni Anglisani 

29 novembre 2015

Il Comune di Gradisca d'Isonzo e l'Associazione Culturale "Gianni Anglisani" hanno organizzato una cerimonia per la posa di una targa commemorativa sulla "panchina rossa" del Parco della Spianata, dedicata a Gianni Anglisani nel decimo anniversario della sua scomparsa.
"La panchina rossa", con evidente riferimento alle panchine di quel colore che sono un po' il simbolo di Gradisca e dei suoi parchi, è un romanzo di Gianni, campano d'origine (Aversa la sua prima casa) ma gradiscano d'adozione.

Risulta sempre difficile sintetizzare l’operato di un pensatore della portata di Gianni Anglisani: vuoi perché questo artista, al pari della sua articolata opera, era una persona complessa ed interessante, un artista sempre pronto a mettersi in discussione, obbligato a ciò dall’acuta sensibilità con cui riusciva ad osservare le cose del mondo; vuoi perché il suo multiforme ingegno lo sospingeva in maniera compiuta ad affidarsi alle sue spinte artistiche, ricorrendo ora alla pittura, ora alla poesia, così come alla prosa o alla musica, in un amalgama ben coeso e sempre coerente. I suoi lavori rappresentativi del suo universo creativo e colorato, ma alieno da qualsiasi forma di compiacenza o di compromesso, erano gli strumenti adatti ad applicare un’arte che, pur nel proprio dolore, erano fondati su una incoercibile fiducia verso tutte le forme di vita esistenti nel nostro terribile, quanto meraviglioso mondo.

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